LAVORATORI DOMESTICI

MALATTIA

La malattia delle colf e badanti è sempre ed esclusivamente a carico del datore di lavoro e perciò non è necessaria alcuna comunicazione all'INPS. I contributi pagati all'INPS sono destinati alla Gestione pensioni di vecchiaia, per la maternità e la disoccupazione e varie altre, ma non comprende il pagamento dei giorni di malattia ai quali deve provvedere il datore di lavoro.

Il trattamento economico dei giorni di malattia che rimane esclusivamente a carico del datore di lavoro, è il seguente:
1- fino a 6 mesi di anzianità si pagano fino ad 8 giorni per anno solare;
2- da 6 mesi a 2 anni di anzianità si pagano fino a 10 giorni per anno solare;
3- oltre 2 anni si pagano fino ad un massimo di 15 giorni per anno solare.
Superati i limiti sopraindicati, l'assenza per malattia è considerata come un normale permesso non retribuito.

Per inserire i giorni di malattia nella busta paga, quando dalla nostra procedura si entra in ELABORAZIONE BUSTA PAGA,  è sufficiente inserire nella terza colonna a destra del calendario la tipologia dell'assenza, nel nostro caso "MA", per ogni giorno di assenza per malattia, raccomandandole di inserire l'assenza anche nei giorni di riposo, sabato, domenica  e nei giorni di festa della lavoratrice.

P.S.
E' da tenere presente che la Cassa Malattia COLF, qualora nei 12 mesi precedenti siano stati versati, a tale Cassa, almeno 25 euro, interverrà con una indennità giornaliera, per un massimo di 20 giorni annuali, erogati direttamente al dipendente, ma solo in caso di ricovero ospedaliero o analisi specialistiche e quale aiuto economico in aggiunta a quanto erogabile dal datore di lavoro.
Scriviamo l'indirizzo della Cassa malattia http://www.cassacolf.it/modelli/normativa.aspx

RIEPILOGANDO:

·       Cosa deve fare il lavoratore

 Il lavoratore deve avvertire immediatamente il datore di lavoro, salvo cause di forza maggiore o impedimenti, entro l’orario previsto per l’inizio della prestazione lavorativa; successivamente, il lavoratore deve far pervenire al datore di lavoro, entro due giorni dal rilascio, il certificato medico rilasciato entro il giorno successivo all’inizio della malattia.

·       Cosa deve fare il datore di lavoro

 Se il lavoratore domestico si assenta dal lavoro per malattia, l'Inps non paga alcuna indennità.

Quando è ammalato, il lavoratore domestico, convivente o non convivente, ha diritto alla conservazione del posto, per periodi differenti secondo l’anzianità maturata presso la stessa famiglia:

  • 10 giorni, per anzianità fino a sei mesi;
  • 45 giorni, se ha più di sei mesi e fino a due anni di servizio;
  • 180 giorni, se l'anzianità di servizio supera i due anni. 

Oltre alla conservazione del posto di lavoro, il datore di lavoro deve garantire il pagamento della metà del salario pattuito per i primi tre giorni e del salario intero per i giorni successivi, fino a un massimo di:  

  • 8 giorni, per anzianità fino a sei mesi;
  • 10 giorni, per anzianità da sei mesi a due anni;
  • 15 giorni, per anzianità superiori a due anni.

Negli eventuali giorni di ricovero ospedaliero o di degenza presso il datore di lavoro, al lavoratore non spetta l'indennità di vitto e di alloggio.